• robinbressani

Concrete And Gold

Aggiornato il: 5 ott 2017


Concrete and Gold

Artista: Foo Fighters

data di uscita: 15 settembre 2017

tracce: 11

Produttore: Greg Kurstin, Foo Fighters



I Foo Fighters ritornano sulla scena musicale con Concrete And Gold, il loro nono disco registrato in studio. Dopo Wasting Light dove abbiamo gustato tutta l'anima da garage band e dopo aver assistito a una ricerca di sonorità attraverso tutta l'America con Sonic Highways i Foo Fighters si lanciano a capofitto dentro a un nuovo mondo, ricercando sonorità tipiche degli anni 60'/ 70' come i Pink Floyd oppure i Beatles (oltretutto sir Paul McCartney è presente nel disco alla batteria nel brano Sunday Rain ). L'album composto di 11 tracce spazia molto di generi seppure in ogni traccia sono presenti cori sognanti e aperture armoniche che permettono di creare un grande contrasto con le chitarre e la voce graffiante di Dave.


L'album si apre in sordina con il Brano T-Shirt, introducendoti in un minuto nel mondo nel quale stai entrando, un coro di voci ci porta in alto dove arriviamo a una sezione di caricamento per poi finire di colpo esattamente come è iniziata e trasportarci gentilmente alla seconda canzone. Chitarre distorte con riff e groove sono presenti in Make It Right e il secondo singolo: The Sky Is A Neighborhood, quella che secondo me resta un po' in disparte cercando di restare ancora più vicina ai classici FF, composta da un ritornello che si ripete e non ti esce più dalla testa. Il suo contrapposto è Dirty Water, canzone leggera e tranquilla con cori cantati da Inara George l’altra metà dei The Bird And The Bees, band che ha ispirato Dave a fare un album di questo tipo (se non avete visto il making of vi consiglio caldamente di prendervi il tempo di guardarlo). In questa canzone trovo che ci sia maggior impegno nel cercare di fare qualcosa di diverso dal solito, un po' come succede in Sunday Rain con Taylor Hawkins alla voce.

Nota a mio parere deludente è l'ultima traccia che sembra vuole portarti con grandi aspettative da qualche parte ma è molto lenta e ripetitiva per tutta la durata del brano, lasciandoti un senso di vuoto.


L'album ne ha per tutti i gusti, il singolo Run e La Dee Da ad esempio contengono sezioni dove Dave tira fuori la sua voce più cattiva, spaziando dalle parti più tranquille per aprire poi il ritornello con un botto che crea quella sensazione di esplosione (un po' come succede in The Pretender prima dell'ultimo ritornello: tutta la parte di caricamento salta, e il ritornello esplode di colpo dopo una frazione di silenzio). Ciò succede anche all'inizio di The Line: in un modo o nell' altro la formula dei Foo Fighters sembra ripetersi, ma non la vedo come una cosa negativa, spesso le Band devono decidere se restare sullo stesso genere (e sentirsi dire che fanno da una vita sempre lo stesso album) oppure cambiare un po' (e anche qui ci sarà sempre una fetta di insoddisfatti, perché "non sono più quelli di una volta"). Personalmente amo gli azzardi e la continua evoluzione di un progetto musicale, lo trovo certamente molto più interessante che riproporre le stesse sonorità del disco precedente (chiaramente non tutto è bianco o nero in questi casi).


Purtroppo tutto ciò porta a separare molto le opinioni riguardo a Concrete and Gold, tra chi lo trova Calcestruzzo, l'ennesimo disco rock con poca originalità...E chi invece riesce a vedere l' Oro che è presente in questo album. Tutto ciò mi ricorda gli Avenged Sevenfold quando pubblicarono Hail To The King, album con sonorità molto simili ai classici album hard rock e metal, e molti li accusarono di diversi plagi. Trovo che in questo caso il discorso sia totalmente diverso, in quanto ogni traccia implementa completamente lo stile della band, creando un mix tra le sonorità anni sessanta, una produzione moderna pop e il classico post-grunge.


Dave Ghrol lo chiamano "l'uomo più gentile del rock" e trovo che ciò sia vero (verrà anche dalla radice Grunge dato che potrei dire la stessa cosa di Eddie Vedder), venga anche dal fatto che semplicemente guardandolo si direbbe una persona onesta, che fa quello che si sente di fare e questa volta si direbbe quasi che si è divertito molto a produrre quest'album, molto istintivamente, come se prima si sentisse costretto a rimanere dentro a degli schemi e adesso ne sta uscendo facendo quello che gli va di fare come ad esempio collaborare con una lista molto lunga si special guest, tra i quali pure Justin Timberlake! Alla fine qua si parla comunque di Rock N' Roll, trovo sbagliati i pareri molto negativi che si hanno su questo disco perché non lo devi giudicare come se fosse un disco prog, queste sono canzoni che veramente puoi ascoltare quando ti va, oneste e senza troppe pretese, durante la tua routine quotidiana.. Senza dimenticare che se vai a vederli live, sicuramente spaccheranno, anche perché di animali da palco come i Foo Fighters ne sono rimasti pochi.


Voto finale: 7.5/10





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chitarrista band ticino robin bressani